Beato Francesco Spoto, Superiore Generale
della "Congregazione dei Missionari Servi dei Poveri -
Boccone del Povero", fondata dal Beato Giacomo Cusmano
il 21 Novembre 1887
l' eore> notte di
sangue
Notte di sangue
Biringi, Padre Spoto con i
confratelli missionari
e Padre Gaetano Rinaldi
Giorno dopo giorno, in Padre Spoto che si
raccoglieva in profonda, commossa e lunga
meditazione e preghiera, si andava
prefigurando sempre più nitidamente l’ascesa
al Calvario.
L’11 dicembre, i quattro missionari tengono
consiglio con i fidi amici congolesi. A
causa della contraddittorietà delle notizie
- una volta vengono dati in fuga i Simba,
incalzati dai mercenari bianchi, un’altra
volta si dice esattamente l’opposto - viene
decisa la fuga definitiva oltre il Kibali,
direzione Aru e poi in Uganda, da dove
facilmente avrebbero fatto ritorno in
patria. «P. Spoto non è contento, però pensa
alle gravi difficoltà di un viaggio fatto di
notte in diverse tappe» .
Tuttavia, partono la sera medesima suddivisi
in gruppetti distanziati per non dare
nell’occhio, tanto più che nei paraggi sono
stati avvistati alcuni Simba.
Nel suo diario, il 14 dicembre Benito
Ruggiero riferisce una “preghiera” che Padre
Spoto aveva formulato il 20 settembre
precedente: «Credo
che il Signore ormai abbia accettato la mia
offerta; forse non uscirò più dal Congo» .
Quelle parole che erano presagio di un
futuro imminente e mostravano la piena
disponibilità alla volontà di Dio, ora si
avverano.
Lasciamo la parola prima a
Benito Ruggiero e poi ai
testimoni oculari del pestaggio: Verso sera
c’incamminammo, divisi in due gruppi
alquanto distanti l’uno dall’altro, e cioè:
andavano avanti P. Spoto, P. Sanfilippo e
due accompagnatori indigeni; venivamo dietro
io, Fra Corrado ed altri due accompagnatori.
Eravamo nelle vicinanze del fiume Kibali
quando, noi del secondo gruppo, sentimmo una
voce, che intimava al primo gruppo di
fermarsi.
Noi del secondo gruppo subito ci siamo
nascosti e, poco dopo, sentimmo la voce di
P. Spoto, che in lingua francese diceva:
“Sono Francesco Spoto, di nazionalità
italiana”. Subito dopo, un’altra voce gridò:
“Stanno portando via P. Spoto”.
Sollecitato da fra Corrado, sono uscito dal
nascondiglio per dare soccorso a P. Spoto.
Sentimmo una fucilata; allora fra Corrado mi
disse: “Corriamo. Hanno ucciso P. Spoto: tu
corri più presto per dargli almeno
l’assoluzione”.
Giunti sul posto, trovammo soltanto un
gruppo di indigeni, uno di essi mi disse di
aver sentito dalla boscaglia la voce di P.
Spoto e mi accompagnò verso quella direzione
.
Etienne Andri depose così: «Sì, il Padre è
stato battuto a colpi di calcio del fucile
che ruppe in alcuni punti il torace» .
Voro Sylvain: «La causa immediata é stato il
colpo di calcio del fucile ricevuto al
torace» .
Gabriel Mbaraga: Il Padre Spoto é
stato battuto. L'incidente che si verificò é
stato conosciuto dagli altri, attraverso
segnali segreti. Si trovavano nel luogo
dell'incidente: Kilongo, Sylvain, Walter
Mokili, Lucien, il muratore, Nicolas Kode,
Edmond, Raphae Indebho, Saturnino.
Durante questo tempo, il Padre Spoto,
sfinito, non aveva aperto bocca, mentre le
persone presenti pensavano a ciò che io ho
detto adesso, cioè di salvarlo dalle mani
dei simba .
Dieudonné Ngele: Dopo questo choc,
il Padre Spoto fu traumatizzato e la
si¬tuazione attristò la maggior parte, al
punto che così arrab¬biati, i simba furono
uccisi su iniziativa di Voro Sylvain e di
Kilongo.
Più tardi, il Padre Spoto dirà: “Così non
va. Dove sono (i simba). Anche se mi hanno
fatto del male, non bisogna ucci¬derli”.
(quanto Padre Spoto diceva in italiano,
Padre Ruggiero lo traduceva per Dieudonné).
[...] A questo proposito, quando si
informava riguardo ai due simba, aveva
cominciato col dire: “Se qualcuno vi fa del
male, bisogna perdonargli. Anche se quelle
persone (i simba) mi hanno fatto del male,
non uccideteli in mio nome” .
Tiborosio Andi Andangi: Sì, il Servo di Dio
è stato malmenato da un simba che gli ha
inflitto dei colpi di calcio del fucile. Me
ne sono reso conto mentre il simba faceva
uscire il Padre dalla boscaglia sulla strada
principale. Gemeva di dolore per i colpi
ricevuti al torace .
Julienne Obhiki: Sì, ho inteso che
il P. Spoto é stato battuto a colpi di
calcio del fucile. Altre persone si sono
presentate in seguito ai gemiti emessi dal
Servo di Dio. Uno dei nostri, Tiborosio, era
là. Il P. Spoto, inoffensivo, non poteva
fare niente. [...] Ho appreso che P. Spoto é
stato battuto, poi alcuni coraggiosi hanno
avuto la meglio sui simba.
Il Padre era sfinito con delle gonfiature
all'altezza del petto .
Voro Lakada: «Il Padre Spoto era
stato maltrattato poco prima a colpi di
calcio del fucile, nella boscaglia, senza
testimoni. Dopo averlo battuto, il simba
l’ha fatto uscire davanti alla gente che si
era riunita .
Camille Tandema:
...Mi hanno
informato che il P. Spoto é stato battuto e
che i Simba sono stati presi dagli abitanti
del villaggio. [...] Il P. Spoto cadde e fu
subito preso da questo simba; ricevette
molti colpi di calcio del fucile prima di
essere fatto uscire sulla strada... .
Benito Ruggiero, infine, nella sua
deposizione a Palermo aggiunse: Trovai il Servo di
Dio a terra accasciato, privo di forze;
volli abbracciarlo e lui, con voce quasi
impercettibile, mi disse: “Benito, sono
tutto dolori”. Lo alzammo con fatica e,
sorreggendolo, lo accompagnammo verso quel
luogo dove trovammo i nostri fedeli e P.
Sanfilippo... .