Beato Francesco Spoto, Superiore Generale
della "Congregazione dei Missionari Servi dei Poveri - Boccone del Povero", fondata dal Beato Giacomo Cusmano
il 21 Novembre 1887

 
   
 
 

 

 
 

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Culto

 
BEATO FRANCESCO SPOTO, sacerdote e martire

Nato l’8 luglio 1924 a Raffadali (Agrigento), sacerdote nel 1951, fu eletto nel 1959 superiore generale della Congregazione dei Missionari Servi dei Poveri. Nel suo quinquennio di governo l’Istituto si accrebbe in dignità ed in numero di aderenti. Nel 1964 partì per la Missione aperta in Africa pochi anni prima, dove i confratelli erano in grave pericolo a causa della guerra civile scoppiata nel Congo. Per salvare la vita ai tre sodali offrì la propria al Signore. Un’offerta che non è stata vana: il suo sangue innocente ha irrorato le zolle di quel lembo di terra d’Africa, che hanno fatto crescere e sviluppare dal loro grembo frutti copiosi. Il Beato Francesco Spoto andò incontro alla morte affidandosi al mistero insondabile e adorabile della volontà di Dio, con lo spirito dell’ubbidienza filiale di Gesù vissuta fino alla morte in croce (Fil 2,8).

Dal comune di un martire


Ufficio delle letture

SECONDA LETTURA
Dalle “Lettere” del beato Francesco Spoto
(Biringi, 7 novembre 1964)

Distacco da tutto e abbandono in Dio

Sia Gesù amato da tutti i cuori!...
La visita alla nostra missione di Biringi mi ha dato la soddisfazione di constatare personalmente il lavoro compiuto con grandi sacrifici dai nostri Religiosi: la fede cristiana è stata accolta dalla popolazione indigena con grande entusiasmo e numerose e costanti sono le conversioni. L’avvenire della missione si delinea promettente di copiosi frutti.
La mia permanenza nella nostra missione doveva prolungarsi al massimo per tre mesi. Intanto la situazione politica si è aggravata rapidamente e non è più possibile passare la frontiera, finché non tornino di nuovo la normalità e la pace.
L’attività missionaria per ora è sospesa a causa della situazione politica e non si sa quando si potranno riprendere i safari. Io intanto cercherò di rendermi utile al più presto, in maniera che l’apostolato possa riprendersi con intensità non appena la situazione politica lo permetterà.
Spero di essere costì a Natale. Ma mi sarà possibile allora passare la frontiera? Sarà migliorata allora la crisi della nostra comunità? Le previsioni sono purtroppo poco confortanti.
Io vorrei venire anche adesso per liberarmi da queste sofferenze fisiche e morali, ma il dovere m’inchioda qui.
Con quale coscienza posso lasciare quest’opera della Congregazione nella viru-lenta crisi che attraversa?
E’ angustiante dover prendere una decisione, ma è necessario prenderla.

Fra le altre soluzioni preferisco la seguente: restare qui e sacrificare me stesso, distaccandomi per sempre da mia mamma, fiducioso che il Crocifisso rimarginerà questa ferita, anziché compromettere l’onore della Congregazione, chiudendo o compromettendo la missione.
Se quindi resto qui, nella speranza di poter contribuire a migliorare la situazione di questa comunità, non lo è per puntiglio o per disinteresse, ma solo per un alto senso del dovere, solo per l’interesse e l’amore della Congregazione, che sta prevalendo anche sull’affetto di mia mamma.
Essendo io quindi costretto da questa incerta situazione a restare qui, non posso più assolvere i miei doveri di Superiore Generale.
In previsione delle peggiori ipotesi, ma speriamo che non s’avverino, Le invio le dimissioni ufficiali dalla carica che occupo, valevoli dal 1° gennaio 1965, in maniera che Lei entro i sei mesi possa tenere regolarmente la convocazione ordinaria del Capitolo per la elezione del nuovo Superiore Generale.
In tal modo potrà guidare l’Opera con piena autorità.
Ringrazio pertanto i Rev.mi Padri Consiglieri e tutti i Religiosi per l’affettuosa e intensa collaborazione da loro generosamente avuta nella difficile carica; rinnovo i miei sensi di profondo attaccamento ed intenso amore per la Congregazione, il cui progresso spirituale e materiale costituisce l’unico ideale della mia vita e mi metto a piena disposizione del nuovo Superiore Generale, pronto a eseguire fedelmente e anche col sacrificio della vita i di Lui ordini.
Conservo di tutti i Religiosi un grato e affettuoso ricordo e tutti raccomando al Signore nelle preghiere.
Intanto io cercherò qui di rendermi utile impegnando quelle poche e limitate energie che il Signore mi concede per continuare l’apostolato in mezzo a questa popolazione.
Ma non perdiamoci di coraggio! Il Signore ci dovrà aiutare e ci aiuterà cer-tamente.
Credo di trovare comprensione e conforto in Lei.
Mi raccomando pertanto alla preghiera dei Rev.mi Padri Consiglieri e dei Religiosi, perché il Signore mi aiuti e mi protegga in questo campo di lavoro.
Mi raccomandi al Signore.


RESPONSORIO Cf. Fil 3,8-11; 2Tm 4,7

R. Tutto ho stimato una perdita pur di conformarmi a Cristo nella morte, * con la speranza di giungere alla risurrezione dei morti.
V. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede.
R. Con la speranza di giungere alla risurrezione dei morti.


ORAZIONE

O Dio, speranza dei poveri, che hai associato al sacrificio di Cristo l’offerta del beato sacerdote Francesco, fedele al tuo volere fino al martirio, donaci, sul suo esempio e per sua intercessione, la docilità ai tuoi insondabili disegni e il coraggio di testimoniare il Vangelo nel gioioso servizio tuo e del prossimo. Per il nostro Signore.



COLLETTA

O Dio, speranza dei poveri,
che hai associato al sacrificio di Cristo
l’offerta del beato sacerdote Francesco,
fedele al tuo volere fino al martirio,
donaci, sul suo esempio e per sua intercessione,
la docilità ai tuoi insondabili disegni
e il coraggio di testimoniare il Vangelo
nel gioioso servizio tuo e dei fratelli.
Per il nostro Signore.

 
 
 

 

 
 

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